Termine clinico
Fibrosi fasciale
La fibrosi fasciale designa un accumulo patologico e persistente di matrice fibrosa, principalmente di collagene, in una fascia, generalmente associato a una lesione, a un’infiammazione prolungata o a una malattia fibrosante.
Base scientifica
La fibrosi si manifesta il più delle volte dopo una lesione o un’infiammazione che si prolunga. Per effetto combinato della tensione meccanica e di mediatori come il TGF-β, alcuni fibroblasti si trasformano in miofibroblasti, che producono collagene e tirano sulla matrice (Tomasek et al., 2002).
Una volta avviata, la fibrosi può autoalimentarsi: una matrice più rigida favorisce il mantenimento delle cellule che la producono (Herrera et al., 2018). La sua reversibilità varia secondo il tessuto, la causa, l’anzianità e la maturità del collagene depositato; un miglioramento funzionale non significa che l’architettura iniziale sia ripristinata.
Una rigidità non significa una fibrosi: può anche derivare dal dolore, da una contrazione muscolare di protezione, da un edema o da un cambiamento transitorio delle proprietà del tessuto. Una sensazione di tessuto « duro », una limitazione della mobilità o un fastidio in posizione seduta non consentono di concludere a una fibrosi.
Lettura Blue Portance / SBNFA™
Lo SBNFA™ distingue la fibrosi dalle altre quattro alterazioni (modificazione funzionale, densificazione, aderenza, cicatrice). La legge come una riduzione duratura dell’adattabilità tissutale: il tessuto risponde meno alla varietà delle sollecitazioni. L’ipotesi secondo cui sollecitazioni fisse e ripetute possono partecipare a questa traiettoria, in un contesto di lesione o di infiammazione, rientra nella lettura SBNFA™ (stato: PROPOSTA SBNFA); non ne fa una conseguenza della sola postura.
Contributo all’analisi della seduta
L’analisi della seduta non consente di diagnosticare una fibrosi. Di fronte a una zona rigida o cicatriziale, osserva gli appoggi, la durata del mantenimento e la capacità di ridistribuire le sollecitazioni attorno a questa zona.
Da distinguere da
Densificazione fasciale, modificazione del tessuto tra gli strati, senza accumulo di collagene; cicatrice, tessuto di riparazione formatosi dopo una lesione; rigidità fasciale, aumento di rigidità che può avere altre cause; rigidità, sensazione o limitazione della mobilità.
Termini correlati
Fonti e portata
- Tomasek et al. (2002): miofibroblasti e regolazione meccanica del rimodellamento connettivale (Nat Rev Mol Cell Biol)
- Herrera et al. (2018): la matrice extracellulare, motore della fibrosi progressiva (J Clin Invest)
- Pavan et al. (2014): densificazione o fibrosi delle fasce (Curr Pain Headache Rep)
meccanismi cellulari ben consolidati, soprattutto nella cicatrizzazione e nelle malattie fibrosanti; nessun dato quantifica la quota di dolori cronici dovuti a una fibrosi fasciale.
Per saperne di più
- Per iniziare — Articolo: Perché il vostro corpo si trasforma in un’armatura (in francese)
- Per approfondire — Dossier esperto: Le fasce — capitolo 9: come possono alterarsi le fasce? (in francese)
