Dossier esperti «Comprendere il dolore»

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Questa sezione presenta i meccanismi fondamentali del dolore: perché compare, come un segnale proveniente dai tessuti diventa un’esperienza dolorosa, perché può persistere quando nessuna lesione è visibile e perché non è sempre avvertito nel punto in cui si trova la sua origine.

Ogni voce rimanda a un articolo, consultabile in modo autonomo, che permette di esplorare la nocicezioneNocicezioneLa nocicezione è il processo con cui il sistema nervoso rileva e codifica gli stimoli potenzialmente dannosi per i tessuti. Non si confonde con il dolore, che è un’esperienza.Leggi la scheda completa : Nocicezione, la capacità di adattamento dei tessuti, i meccanismi di ipersensibilizzazione e di deprogrammazione neurosensorialeDeprogrammazione neurosensorialeLa deprogrammazione neurosensoriale indica, nel modello funzionale sviluppato da Blue Portance a partire dai lavori di Pierre Ivaldi, la perdita progressiva della capacità del sistema nervoso di calibrare correttamente la propria risposta a partire dalle informazioni sensoriali realmente ricevute.Leggi la scheda completa : Deprogrammazione neurosensoriale, l’articolazione tra dolore fisico e sofferenza psichica, nonché le leve per uscire da un dolore cronicoDolore cronicoUn dolore è detto cronico quando persiste o si ripresenta per più di tre mesi. Può accompagnare una malattia identificata o costituire un’affezione a sé stante.Leggi la scheda completa : Dolore cronico.

Questo dossier è strutturato in un percorso consigliato in 5 parti: il punto di partenza (perché compare il dolore), i tre grandi meccanismi riconosciuti (nocicettivo, neuropatico, nociplastico), la loro possibile evoluzione in dolore cronico (ipersensibilizzazione, deprogrammazione neurosensoriale), l’articolazione tra dolore fisico e sofferenza psichica (circoli adattativi), poi una sintesi orientata alla presa in carico e alle leve per uscirne.

Comprendere il dolore – meccanismi tissutali, nocicettivi e neurosensoriali

1. Il punto di partenza

Come una sollecitazione diventa dolore: la domanda fondante di tutto questo dossier.

Perché ho dolore?

Comprendere come una sollecitazione applicata a un tessuto possa attivare i nocicettori, essere trasmessa al sistema nervoso e poi diventare un’esperienza dolorosa.

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2. I meccanismi del dolore

Tre grandi meccanismi riconosciuti dalla classificazione internazionale (IASP), e le loro zone di sovrapposizione.

Dolori nocicettivi, neuropatici e nociplastici

Tre meccanismi che possono combinarsi: la classificazione internazionale (IASP) dei meccanismi del dolore, prima di esplorare ciascuno di essi in dettaglio.

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Dolore nocicettivo

Quando una sollecitazione supera la capacità di adattamento di un tessuto: il meccanismo più frequente dei dolori legati alla posizione seduta.

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Quando un nervo compresso o messo in tensione diventa doloroso?

La tappa di transizione tra nocicezione e neuropatia.

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Dolore neuropatico

Quando è lo stesso sistema nervoso somatosensoriale a essere colpito o perturbato.

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Dolore nociplastico

Quando l’elaborazione dell’informazione dolorosa da parte del sistema nervoso si modifica, senza una lesione tissutale né un danno nervoso sufficienti a spiegarlo.

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3. Ipersensibilità e deprogrammazione neurosensoriale

Come il sistema nervoso può modificare in modo duraturo le sue soglie di allarme, e perché ciò non si limita a una disregolazione isolata.

Tre nozioni vicine meritano di essere distinte fin da subito: il dolore nociplasticoDolore nociplasticoIl dolore nociplastico è un dolore legato a una nocicezione alterata, senza prova chiara di un danno tissutale che attivi i nocicettori, né di una lesione o di una malattia del sistema somatosensoriale sufficiente a spiegare il dolore.Leggi la scheda completa : Dolore nociplastico designa un meccanismo riconosciuto dalla classificazione internazionale (IASP), l’ipersensibilizzazione descrive un processo trasversale che può accompagnarlo, e la deprogrammazione neurosensoriale è un modello interpretativo proprio di Blue Portance: una lettura complementare, non una classificazione medica riconosciuta.

Ipersensibilizzazione del sistema nervoso

Perché il dolore può persistere quando tutto sembra normale: sensibilizzazione centrale, ruolo delle fasce e della variabilità meccanica.

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Deprogrammazione neurosensoriale: perché il dolore continua quando più nulla sembra spiegarlo?

Ciò che si chiama deprogrammazione neurosensoriale: meccanismi documentati (ipereccitabilità, engrammi, riorganizzazione cerebrale), limiti e controversie.

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4. Dolore psichico e circoli adattativi

Quando la sofferenza psichica e il dolore fisico si concatenano e si alimentano a vicenda.

Dolore psichico: una sofferenza invisibile ma reale

Dalla frenalgia descritta da Joseph Guislain agli apporti attuali delle neuroscienze sulla sofferenza sociale: comprendere il dolore psichico come meccanismo, non come giudizio.

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Circoli adattativi: dolore fisico e sofferenza psichica

Come dolore fisico, sofferenza psichica, sonno, stress, comportamenti e sensibilizzazione possano concatenarsi e alimentarsi a vicenda.

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5. Uscirne

Le grandi famiglie di approcci terapeutici, il ruolo del cervello predittivo, e la sintesi del dossier.

Uscire dal dolore cronico: ripristinare le capacità di adattamento del vivente

Perché non esiste un trattamento universale del dolore cronico, e come più approcci possano interrompere insieme i circoli adattativi che lo alimentano.

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Quando il cervello può riprendere il controllo: comprendere gli effetti placebo e nocebo

L’effetto placebo non è immaginario: corrisponde a modifiche misurabili del modo in cui il sistema nervoso modula il dolore. Il ruolo predittivo del cervello, l’effetto nocebo, e ciò che questo cambia per la cura.

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Una lettura su tre livelli

Queste pagine distinguono tre livelli che è essenziale non confondere:

  • Il tessuto e la sollecitazione: una sollecitazione meccanica agisce su una struttura dotata di una propria capacità di adattamento.
  • La nocicezione: quando questa capacità viene superata, recettori specializzati possono trasmettere un segnale di allarme.
  • Il dolore: il sistema nervoso integra questo segnale con il contesto biologico, meccanico, emotivo e cognitivo, poi produce un’esperienza dolorosa.

Questa distinzione permette di comprendere perché un dolore può essere reale senza lesione visibile, persistere dopo il recupero del tessuto iniziale o essere avvertito a distanza dalla struttura che ha innescato il segnale.

Nota: I contenuti dei dossier tematici mirano a spiegare dei meccanismi. Non costituiscono né una diagnosi medica, né una prescrizione terapeutica.