Dossier SBNFA™ · Versione 1.1 del
Gil Ayache, PhD — Mines Paris – PSL · cofondatore e presidente di Blue Portance

Sette funzioni, diciannove variabili

In breve. Come valutare una sedia ergonomica o dinamica? Con una griglia di sette funzioni e diciannove variabili: adattabilità, compensazioni, mobilità del bacino, equilibrio posturale, sollecitazioni meccaniche, informazione meccanica e preservazione dei tessuti. Ogni variabile è valutata da 0 a 4 in base a ciò che l’architettura consente, indipendentemente dalla tecnologia impiegata.

Questo terzo capitolo presenta il cuore del quadro di riferimento SBNFA™: le sette funzioni e le diciannove variabili di stato che permettono di valutare ciò che un’architettura di seduta consente o limita, con, per ciascuna variabile, ciò che si osserva e la trappola interpretativa da evitare.

Espone la scala da 0 a 4 e lo statuto del ND, le regole di delimitazione contro il doppio conteggio, il calcolo del punteggio e i limiti del metodo, compresi quelli della ponderazione. Precisa come leggere queste sette funzioni attraverso l’adattabilità posturale e tissutale, senza ridistribuirle, poi presenta il metodo di analisi strutturale che illumina le interdipendenze tra le diciannove variabili senza modificare alcuna valutazione.

Introduzione

È qui che il quadro di riferimento diventa una griglia operativa. I principi del capitolo 2 non servono a nulla se non si traducono in domande precise che si possano porre a un dispositivo di seduta, osservare e valutare. La griglia SBNFA™ comprende sette funzioni, articolate in diciannove variabili di stato, ciascuna valutata da 0 a 4 o ND.

Questo capitolo è il cuore del dossier. Presenta ciascuna variabile con ciò che si osserva e la trappola interpretativa da evitare, poi le regole che governano la valutazione: scala comune, statuto del ND, delimitazioni tra variabili, calcolo del punteggio. Le funzioni e le variabili sono quelle definite nella Parte II del quadro di riferimento [1].

Un punto di metodo domina l’intero capitolo: la griglia valuta le capacità offerte dall’architettura di seduta. Non valuta né l’uso che ne fa un soggetto, né il comfort dichiarato, né la presenza di un dato meccanismo. Per ciascuna variabile, il valutatore deve poter dire perché lo stato adottato è interamente dimostrato e perché lo stato immediatamente superiore non lo è.

1. Quadro d’insieme: sette funzioni, diciannove variabili

Le sette funzioni sono la traduzione operativa dei principi del capitolo 2. Ciascuna ha una finalità funzionale, fonti scientifiche associate e variabili costitutive.

7 funzioni per valutare una seduta dinamica
Illustrazione 6 — 7 funzioni per valutare una seduta dinamica. Le sette funzioni del quadro di riferimento: finalità funzionali proposte per analizzare le capacità offerte da una seduta. La rappresentazione di Aporia illustra un’applicazione possibile; non definisce le funzioni. Apri in alta definizione
FunzioneFinalitàVariabiliFonti associate
1. Preservazione del potenziale di adattabilitàPotenziale di adattabilitàPossibilità accessibili a una persona in una data situazione per modificare la propria organizzazione posturale e far variare le sollecitazioni esercitate sui tessuti, senza perdere l’equilibrio né concentrare durevolmente tali sollecitazioni.Leggi la scheda completa : Potenziale di adattabilitàPermettere al corpo di adattare liberamente la propria postura alle sollecitazioni interne ed esterne, senza subire il funzionamento della sedia.ADP-1, ADP-2Bernstein [2]
2. Gestione delle compensazioniPermettere al sistema locomotore di assorbire e ripartire gli adattamenti necessari, senza trasferire eccessivamente le sollecitazioni su un altro segmento.COM-1, COM-2Vleeming [3]; Hasegawa & Dubousset [4]
3. Mobilità del bacinoMobilità del bacinoLa mobilità del bacino è la sua capacità di cambiare orientamento rispetto al rachide e ai femori: in avanti o all’indietro (antiversione, retroversione), di lato (inclinazione laterale) e in rotazione.Leggi la scheda completa : Mobilità del bacinoPermettere al bacino, crocevia tra tronco e arti inferiori, di organizzare movimenti e trasferimenti di appoggio nei tre piani.MOB-1, MOB-2, MOB-3Hasegawa & Dubousset [4]; Barrey [5]
4. Regolazione dell’equilibrio posturaleEquilibrio posturaleL’equilibrio posturale è la capacità di mantenere o ristabilire la proiezione del centro di massa all’interno della base d’appoggio, in situazione statica come in movimento. In posizione seduta, coinvolge il tronco, il bacino e le anche.Leggi la scheda completa : Equilibrio posturalePermettere al soggetto di spostare il proprio centro di massaCentro di massaIl centro di massa è il punto in cui si può considerare concentrata la massa totale del corpo. Si sposta a ogni cambiamento di posizione; nel campo gravitazionale terrestre, coincide in pratica con il baricentro.Leggi la scheda completa : Centro di massa, di fermarsi, di stabilizzarsi e poi di ripartire, senza blocco né instabilità imposta.EQU-1, EQU-2, EQU-3Peterka [6]; Boonstra [7]; Mergner [8]
5. Gestione e variabilità delle sollecitazioni meccanicheEvitare che gli stessi tessuti sopportino a lungo le stesse sollecitazioni.CON-1, CON-2Landis [9]; Lengsfeld [10]
6. Elaborazione e restituzione dell’informazione meccanica corporeaFornire al corpo una risposta meccanica leggibile e fedele, affinché possa adeguare efficacemente la propria postura.INF-1, INF-2, INF-3Langevin [11]
7. Preservazione dei tessutiPreservare la mobilità relativa dei tessuti e la loro alternanza di carico, per limitare compressione prolungata, taglio e scorrimento forzato.PRE-1, PRE-2, PRE-3, PRE-4Langevin et al. [12]; Schleip et al. [13]
Le 7 funzioni e le 19 variabiliSBNFA™ / DOSSIER PER ESPERTILe 7 funzioni e le 19 variabili1. Preservazione del potenzialedi adattabilitàADP-1 — Controllo da parte del soggettoADP-2 — Risposta ai micromovimenti2. Gestione delle compensazioniCOM-1 — Spostamento orizzontale del bacinoCOM-2 — Articolazione rachide–bacino3. Mobilità del bacinoMOB-1 — Mobilità sagittaleMOB-2 — Mobilità frontaleMOB-3 — Mobilità rotatoria4. Regolazione dell’equilibrioposturaleEQU-1 — Indipendenza sinistra/destra delle catene anca–caviglia a360°EQU-2 — Ampiezza della libertà posturaleEQU-3 — Regolazione del punto zero5. Gestione e variabilità deivincoli meccaniciCON-1 — Distribuzione spaziale delle pressioniCON-2 — Variabilità temporale delle pressioni6. Elaborazione e restituzionedell’informazione meccanica corporeaINF-1 — Coerenza della risposta meccanicaINF-2 — Elaborazione localizzata e differenziataINF-3 — Proporzionalità della risposta7. Preservazione dei tessutiPRE-1 — Libertà e indipendenza di movimento di ogni segmentoPRE-2 — Micromovimenti localizzatiPRE-3 — Alternanza continua dei carichiPRE-4 — Deformabilità adeguata delle superficiDenominazioni mantenute; dimensioni dello strumento da validare.
Figura 2 — Struttura operativa SBNFA: sette funzioni e diciannove variabili.

Le fonti associate documentano fenomeni; non convalidano queste dimensioni come strumento. Il numero di variabili differisce da una funzione all’altra e non giustifica, di per sé, una ponderazione scientifica.

Leggere le sette funzioni attraverso l’adattabilità

L’adattabilitàAdattabilitàConcetto integratore Blue Portance che designa la capacità del corpo di adattare la propria organizzazione posturale e le proprie risposte tissutali di fronte alle sollecitazioni, preservando equilibrio, mobilità e ripartizione dei carichi.Leggi la scheda completa : Adattabilità, concetto integratore del quadro di riferimento, si esprime in una forma posturale e in una forma tissutale. Tre dimensioni di lettura trasversali — posturale o biomeccanica; sensoriale, informazionale e propriocettiva; tissutale — permettono di leggere le sette funzioni senza sostituirle né ridistribuirle. Questi livelli di lettura non sono oggetto di alcuna valutazione; la loro definizione è riportata nel capitolo 2 (potenziale di adattabilità in posizione seduta).

2. Adattabilità, compensazioni e mobilità del bacino (funzioni da 1 a 3)

Le prime tre funzioni riguardano ciò che il soggetto può avviare, ciò che il sistema locomotore può assorbire e ciò che il bacino può fare nei tre piani.

Funzione 1 — Preservazione del potenziale di adattabilità

Definizione e scelta dell’osservabile. Natura della capacità da ricercare; la sua attribuzione a un prodotto richiede un’osservazione documentata.

VariabileChe cosa si osservaChe cosa non concludere
ADP-1 — Controllo da parte del soggettoSi provocano cambiamenti progressivi di organizzazione in più direzioni e si determina se il movimento è avviato e controllato dal soggetto, oppure prodotto, orientato o richiamato dalla seduta.Una seduta mobile non ottiene necessariamente un buon punteggio: se impone la propria traiettoria, riduce il potenziale di adattamento.
ADP-2 — Risposta ai micromovimentiMicromovimentiSpostamenti di piccola ampiezza che possono partecipare agli aggiustamenti posturali continui e far variare gli appoggi e le sollecitazioni senza un cambiamento completo di posizione.Leggi la scheda completa : MicromovimentiSi applicano sollecitazioni volontarie di ampiezza molto ridotta e si ricerca una soglia di attivazione, una zona morta, una discontinuità o un richiamo dominante.Non si valuta la frequenza dei micromovimenti del soggetto, ma la capacità della seduta di rispondervi quando si verificano.

Funzione 2 — Gestione delle compensazioni

Il fondamento di questa funzione è documentato. L’articolazione sacroiliacaArticolazione sacroiliacaL’articolazione sacroiliaca collega il sacro all’osso iliaco, su ciascun lato del bacino. Articolazione vera, molto stabile e di ampiezza molto ridotta, trasmette e ripartisce le sollecitazioni tra il tronco e gli arti inferiori.Leggi la scheda completa : Articolazione sacroiliaca è descritta come un’articolazione di piccola ampiezza con un ruolo funzionale importante nel trasferimento dei carichi e nella regolazione posturale del bacino [3], mentre il bacino stesso è descritto come snodo centrale della catena di compensazione [4]. COM-1 e COM-2 ne ricavano una domanda meccanica posta alla seduta: lascia esprimere questi microaggiustamenti, o li blocca trasferendo la sollecitazione su un altro segmento?

Definizione e scelta dell’osservabile. Natura della capacità da ricercare; la sua attribuzione a un prodotto richiede un’osservazione documentata.

VariabileChe cosa si osservaChe cosa non concludere
COM-1 — Spostamento orizzontale del bacinoSi ricerca uno spostamento pelvico di piccola ampiezza in avanti, all’indietro, a destra, a sinistra e nelle direzioni intermedie.Uno scivolamento del corpo su una superficie fissa non dimostra questa capacità; non si tratta di una mobilità pelvica macroscopica.
COM-2 — Articolazione rachide–bacinoSi osserva se restano possibili piccole riorganizzazioni relative tra rachide e bacino senza spostamento globale obbligato né trascinamento in blocco.La variabile non valuta né l’ampiezza anatomica dell’articolazione sacroiliaca né il movimento realmente prodotto: valuta l’assenza di blocco da parte del supporto.

Funzione 3 — Mobilità del bacino

I tre piani sono testati separatamente. Una mobilità elevata in un piano non compensa una restrizione in un altro.

Definizione e scelta dell’osservabile. Natura della capacità da ricercare; la sua attribuzione a un prodotto richiede un’osservazione documentata.

VariabileChe cosa si osservaChe cosa non concludere
MOB-1 — Mobilità sagittaleAntiversione e retroversione verificate separatamente, con la loro continuità, il loro controllo e l’assenza di traiettoria imposta.Un basculamento globale della sedia non prova che il bacino disponga di una mobilità sagittale propria. L’incidenza pelvicaIncidenza pelvicaL’incidenza pelvica è un angolo anatomico proprio di ciascun individuo, fissato alla maturità scheletrica. Condiziona in gran parte l’organizzazione sagittale del bacino e del rachide e non varia con la postura.Leggi la scheda completa : Incidenza pelvica è morfologica e non modificabile dalla seduta.
MOB-2 — Mobilità frontaleInclinazioni e trasferimenti di carico destra/sinistra, e assenza di vincolo obbligato tra i due lati.Un’oscillazione globale del piano di seduta non dimostra di per sé questa capacità.
MOB-3 — Mobilità rotatoriaRotazioni pelviche nei due sensi, dissociazione destra/sinistra, possibilità di una controrotazione del tronco.Una rotazione ottenuta per scivolamento non è una mobilità offerta dall’architettura; non si deduce dagli altri due piani.

3. Equilibrio posturale (funzione 4)

La funzione 4 è quella che distingue più nettamente le architetture, perché riguarda ciò che il movimento permette di stabilizzare. Non premia l’instabilità: valuta la possibilità di spostarsi in uno spazio utile, di fermarsi, di stabilizzarsi e di ripartire.

Definizione e scelta dell’osservabile. Natura della capacità da ricercare; la sua attribuzione a un prodotto richiede un’osservazione documentata.

VariabileChe cosa si osservaChe cosa non concludere
EQU-1 — Indipendenza sinistra/destra delle catene anca–caviglia a 360°Si sollecita separatamente ciascun lato in tutte le direzioni, con i piedi in appoggio, e si verifica se il supporto impone il trascinamento dell’altro lato.Si valuta l’indipendenza meccanica consentita dalla seduta, non l’assenza di coordinazione anatomica tra le catene, che resta naturale.
EQU-2 — Ampiezza della libertà posturaleSi esplorano le direzioni funzionali e si verificano successivamente lo spostamento, l’arresto, il mantenimento stabile e poi la ripresa del movimento.L’ampiezza da sola non basta: una seduta molto mobile che non permette di fermarsi o di stabilizzarsi non può ottenere il punteggio massimo.
EQU-3 — Regolazione del punto zeroSi inventariano le organizzazioni meccaniche di riferimento accessibili e si valutano l’intervallo, la continuità e, se del caso, la differenziazione della regolazione.L’adattamento alla morfologia è la finalità della regolazione, non una funzione aggiuntiva: non viene creata alcuna valutazione di «adattabilità morfologica».

Questa funzione traduce nella griglia la distinzione del capitolo 1 tra seduta statica, instabile e dinamica stabilizzata. Un’architettura con richiamo imposto è penalizzata da EQU-2; un’architettura che rende solidali i due lati del bacino è penalizzata da EQU-1; un’architettura che impone un unico orientamento pelvico è penalizzata da EQU-3. Nessuna di queste penalizzazioni si basa su una preferenza tecnologica: ciascuna è giustificata da un osservabile.

Il «punto zero» designa l’organizzazione meccanica di riferimento attorno alla quale si esercita la regolazione dell’equilibrio. La sua regolazione deve restare individualizzabile: il rapporto di 90° tra bacino e femore non è una norma accertata, ma soltanto un’ipotesi funzionale da modulare in base all’incidenza pelvica del soggetto.

4. Sollecitazioni meccaniche e informazione meccanica (funzioni 5 e 6)

Le funzioni 5 e 6 riguardano ciò che la seduta fa degli appoggi e dell’informazione meccanica che il corpo le trasmette.

Funzione 5 — Gestione e variabilità delle sollecitazioni meccaniche

Definizione e scelta dell’osservabile. Natura della capacità da ricercare; la sua attribuzione a un prodotto richiede un’osservazione documentata.

VariabileChe cosa si osservaChe cosa non concludere
CON-1 — Distribuzione spaziale delle pressioniL’estensione delle superfici portanti, la presenza di zone non sostenute, di concentrazioni o di punti duri; una mappatura delle pressioni può rafforzare l’osservazione.Il punteggio non corrisponde alla pressione media più bassa. Nessuna soglia universale di ischemia può essere dedotta da un’osservazione esperta.
CON-2 — Variabilità temporale delle pressioniSi applicano movimenti di ampiezze diverse e si verifica se comportano una ridistribuzione delle pressioni tra le zone di appoggio.Non conteggiare di nuovo qui l’alternanza continua dei carichi, valutata in PRE-3.

Funzione 6 — Elaborazione e restituzione dell’informazione meccanica corporea

La propriocezionePropriocezioneLa propriocezione è la capacità del corpo di percepire la posizione, il movimento e lo sforzo delle sue diverse parti, senza bisogno di guardarle.Leggi la scheda completa : Propriocezione non è «prodotta» dalla seduta. Il circuito considerato è: movimento corporeo, informazione meccanica trasmessa alla seduta, risposta della seduta, riscontro sensoriale verso il corpo, aggiustamento sensorimotorio. La funzione valuta la fedeltà di elaborazione e di restituzione, non la sola ampiezza di mobilità. Tre variabili restano separate: una risposta può essere coerente senza essere localizzata, o localizzata senza essere proporzionata.

Definizione e scelta dell’osservabile. Natura della capacità da ricercare; la sua attribuzione a un prodotto richiede un’osservazione documentata.

VariabileChe cosa si osservaChe cosa non concludere
INF-1 — Coerenza della risposta meccanicaSi applica più volte la stessa sollecitazione e si confrontano direzione, momento, continuità e riproducibilità della risposta.Si valuta la risposta meccanica, non la propriocezione del soggetto né la sua percezione dichiarata.
INF-2 — Elaborazione localizzata e differenziataSi sollecitano separatamente diverse zone portanti e si verifica se l’origine locale viene conservata o se l’intera seduta risponde in blocco.Una grande mobilità globale può ricevere un punteggio basso se qualsiasi sollecitazione locale trascina l’intero supporto.
INF-3 — Proporzionalità della rispostaSi applica una progressione di sollecitazioni, dalle più deboli fino all’intervallo funzionale utile, e se ne confronta l’ampiezza con quella della risposta.Non si esige una proporzionalità matematica, ma una progressione coerente senza effetto tutto-o-niente, soglia brusca né saturazione precoce.

5. Preservazione dei tessuti (funzione 7)

La funzione 7 è costruita esclusivamente a partire da ciò che la seduta offre. Risponde al vincolo dell’appoggio duraturo su un’interfaccia, che riduce i microscarichi, limita la variabilità degli appoggi e può costringere i tessuti a scorrere o a deformarsi durante i movimenti.

Definizione e scelta dell’osservabile. Natura della capacità da ricercare; la sua attribuzione a un prodotto richiede un’osservazione documentata.

VariabileChe cosa si osservaChe cosa non concludere
PRE-1 — Libertà e indipendenza di movimento di ogni segmentoSi sollecitano separatamente le diverse regioni in appoggio e si ricercano trascinamenti solidali, scorrimenti forzati o tagli dominanti.La segmentazione è un mezzo tecnico possibile, non una condizione del punteggio: un’altra architettura può ottenere lo stesso risultato funzionale.
PRE-2 — Micromovimenti localizzatiSi applicano sollecitazioni molto deboli su diverse zone e si osserva se sono possibili movimenti relativi locali senza spostamento globale obbligato.Si valuta la capacità propria della superficie, non i movimenti compiuti dal soggetto; la variabile si distingue da ADP-2.
PRE-3 — Alternanza continua dei carichiSi verifica se movimenti, anche minimi, producono fasi ripetute di carico e di scarico sulle diverse zone tissutali.Si valuta la capacità offerta dall’interfaccia; l’effetto sulla perfusione richiede una prova biologica distinta.
PRE-4 — Deformabilità adeguata delle superficiSi valutano simultaneamente l’adattamento locale alle forme, la conservazione del sostegno, l’assenza di punti duri e di cedimento globale.Una superficie molto morbida non riceve automaticamente un buon punteggio: la sola morbidezza non è una qualità funzionale.

PRE-1 precisa che la segmentazione non è una condizione del punteggio: la griglia premia un risultato funzionale, non l’adozione di una tecnologia particolare. Una seduta monoblocco, una seduta pendolare o una seduta segmentata sono valutate secondo gli stessi osservabili.

Il quadro di riferimento precisa che i fenomeni biologici associati — meccanotrasduzioneMeccanotrasduzioneLa meccanotrasduzione è il processo mediante il quale una cellula converte una sollecitazione meccanica, come uno stiramento, una pressione o un taglio, in segnali biochimici che modificano la sua attività.Leggi la scheda completa : Meccanotrasduzione, creep, riperfusione, ischemia, scorrimento tra piani tissutali — sono gli effetti attesi o i meccanismi esplicativi di questa funzione, non variabili aggiuntive [14]. La griglia valuta le capacità offerte dall’interfaccia; questi effetti richiedono studi biologici specifici.

6. Scala da 0 a 4, ND e regole di valutazione

Ogni variabile è valutata secondo una scala comune, i cui ancoraggi precisi sono specifici di ciascuna variabile nella Parte II del quadro di riferimento.

PunteggioSignificato generale
0Capacità assente o impedita dalla seduta.
1Capacità molto debole, principalmente vincolata o prodotta da un meccanismo imposto.
2Capacità presente, ma limitata ad alcune direzioni, ampiezze o condizioni.
3Capacità ampiamente offerta, con alcune restrizioni identificabili.
4Capacità pienamente offerta nell’intero intervallo funzionale valutato.
NDDati od osservazioni insufficienti per attribuire un punteggio.

Sette regole generali inquadrano la valutazione [1]:

  • una capacità disponibile non viene svalutata perché il soggetto non la utilizza spontaneamente;
  • le compensazioni personali del soggetto non possono migliorare il punteggio del dispositivo;
  • le sensazioni di comfort o le preferenze non costituiscono una prova funzionale;
  • il punteggio corrisponde al livello più elevato interamente dimostrato;
  • se l’osservazione non permette di concludere, la variabile è valutata ND, e non 0;
  • le restrizioni direzionali, le asimmetrie, gli accoppiamenti e le condizioni particolari devono essere registrati;
  • un ND non viene mai convertito implicitamente in 0 in un confronto globale.

La regola del «livello più elevato interamente dimostrato» è volutamente conservativa: in caso di dubbio, il punteggio è basso o ND. Si applica a tutti i dispositivi, compreso quello di Blue Portance. Una tabella di rilevazione, compilata per ciascuna seduta, registra la configurazione testata, l’osservazione, la restrizione constatata, il punteggio e la sua giustificazione.

Una sedia oscilla ampiamente in tutte le direzioni, ma ogni scostamento provoca un richiamo verso il centro. Su ADP-1, il valutatore non può attribuire 4 («senza traiettoria imposta né sostituzione») poiché il richiamo orienta l’adattamento; attribuisce il punteggio il cui stato è interamente dimostrato e registra il richiamo come restrizione. Se la presenza di un richiamo non ha potuto essere testata, la variabile resta ND.

7. Regole di delimitazione: evitare il doppio conteggio

Alcune variabili riguardano oggetti vicini. Il quadro di riferimento fissa regole di delimitazione per evitare il doppio conteggio: la stessa proprietà non deve essere conteggiata successivamente come funzione, variabile e indicatore.

Variabili vicineOggetto proprio di ciascuna valutazione
ADP-2 / INF-3ADP-2 valuta la risposta ai movimenti molto piccoli; INF-3 valuta la proporzionalità tra più livelli di sollecitazione e di risposta.
COM-1, COM-2 / da MOB-1 a MOB-3COM valuta i microaggiustamenti compensatori; MOB valuta le mobilità macroscopiche del bacino nei tre piani.
MOB / INF-2MOB valuta i movimenti consentiti; INF-2 valuta la conservazione dell’origine locale della sollecitazione.
CON-2 / PRE-3CON-2 valuta la ridistribuzione temporale delle pressioni; PRE-3 valuta l’alternanza continua di carico e di scarico prodotta dall’interfaccia.
EQU-3 / adattamento morfologicoLa regolazione del punto zero comprende l’adattamento dell’organizzazione di riferimento; non viene creata alcuna funzione aggiuntiva.

Il quadro di riferimento riconosce inoltre un limite di fondo: le sue famiglie di funzioni non sono statisticamente indipendenti, perché adattabilità, microaggiustamenti, variabilità delle sollecitazioni, risposta sensorimotoria e preservazione dei tessuti interagiscono. Non pretende quindi di misurare sette dimensioni ortogonali. Mira a evitare che la stessa capacità venga premiata più volte.

8. Leggere i profili prima di qualsiasi sintesi numerica

La scala 0–4 è ordinale. Il profilo delle diciannove variabili costituisce la lettura principale: capacità osservate, restrizioni, direzioni testate, configurazione, giustificazione, copertura e affidabilità. Le sette famiglie permettono di raggruppare questa lettura senza cancellare le restrizioni locali.

Una media delle variabili determinate di una funzione può servire da sintesi descrittiva. Una media semplice dei sette valori di sintesi può essere mantenuta come indicatore secondario convenzionale, senza graduatoria generale né interpretazione dei centesimi. La somma dei punteggi determinati e la loro media sono calcoli distinti: un totale «su 76» ha senso soltanto se tutte le diciannove variabili sono determinate.

ND resta escluso dal calcolo, mai sostituito da zero. Ogni funzione deve indicare la propria copertura nella forma «n/N variabili determinate». Se i dati mancanti o le condizioni differiscono, una media non rende i profili comparabili; un ND può mascherare una restrizione decisiva.

Le ponderazioni e gli ancoraggi saranno affinati nel corso delle versioni del quadro di riferimento. Una capacità elevata in una funzione non compensa automaticamente una restrizione in un’altra. Non viene adottato alcun punteggio sistemico derivato dalla matrice.

Il benchmark delle sei sedute dinamiche è un’applicazione distinta e datata. Una modifica della valutazione di un prodotto non cambia la definizione del quadro di riferimento.

9. Leggere le interdipendenze: l’analisi strutturale delle diciannove variabili

Interdipendenze: una proposta da consolidareSBNFA™ / Interdipendenze: una proposta da consolidareUna relazione diretta propostaCapacità ACapacità BUn meccanismo esplicito deve giustificare la relazione; il coefficiente non misura un effetto.1. MediazioneA agisce su B attraverso un’altra variabile?Documentare le relazioni con la variabile intermedia.2. SovrapposizioneA e B descrivono in parte la stessa capacità?Evitare di codificare la sovrapposizione come influenza.3. Causa comuneUna stessa scelta architetturale spiega A e B?Non dedurre una relazione diretta dalla loro coesistenza.Valutazione esperta indipendente, registro delle relazioni e analisi di sensibilità.Nessuna valutazione del prodotto modificata. Nessun punteggio sistemico validato.
Figura 4 — Tre filtri per discutere le influenze tra variabili; matrice stabilita indipendentemente dalle valutazioni dei prodotti.

Il quadro di riferimento riconosce che le sue famiglie di funzioni non sono indipendenti (sezione 7). Anziché ignorarlo, propone di rappresentare queste interdipendenze mediante un’analisi strutturale di tipo MICMAC [15], senza toccare le valutazioni.

Il principio è semplice. Si costruisce una matrice che incrocia le diciannove variabili tra loro e vi si registra, per ogni coppia, l’esistenza di una relazione diretta. La somma di una riga indica ciò che la variabile condiziona (la sua motricità); la somma di una colonna indica ciò che la condiziona (la sua dipendenza). Si osserva poi come le relazioni si prolunghino attraverso percorsi indiretti.

Essa descrive la struttura del modello; non misura né un effetto sul dolore, né un beneficio clinico.

Che cos’è una relazione tra due variabili

Le variabili sono capacità offerte dall’architettura, non stati del corpo. Una relazione da A verso B si legge quindi così: una variazione della capacità A può modificare direttamente l’espressione funzionale della capacità B, senza che sia necessaria una terza variabile della griglia come intermediario. Ogni relazione adottata è scritta con il suo meccanismo e il suo livello di evidenza. Il valore predefinito è 0: una relazione viene registrata soltanto se un meccanismo proposto può essere formulato, tracciato e discusso.

ValoreLettura
0Nessuna influenza diretta adottata nella versione del modello; questo codice non prova l’assenza di relazione
1Contributo secondario, non necessario
2Contributo diretto importante
3Condizione meccanica strutturante, quasi necessaria

Tre filtri per non inventare relazioni

FiltroDomandaConseguenza
MediazioneL’effetto di A su B passa attraverso un’altra variabile della griglia?Si registrano le relazioni con l’intermediario, non la relazione diretta.
SovrapposizioneA e B descrivono in parte lo stesso oggetto (regole di delimitazione, sezione 7)?Nessuna relazione: sarebbe un doppio conteggio.
Causa comuneA e B dipendono dalla stessa scelta architettonica senza che A agisca su B?Nessuna relazione.

Ciò che resta fuori dalla matrice

Il soggetto non è una delle diciannove variabili. Il circuito sensoriale e propriocettivo descritto nel capitolo 2 (principi fondanti della valutazione biomeccanica) passa attraverso il corpo del soggetto: non è quindi rappresentato da relazioni aggiuntive tra variabili di informazione e variabili di mobilità, che sarebbero artificiali. Resta nel modello esplicativo. Allo stesso modo, la matrice non dice nulla di ciò che il soggetto fa delle capacità offerte.

Come leggere il risultato

Emergono quattro profili: le variabili motrici (condizionano molto e dipendono poco), i relè (ricevono e trasmettono), le dipendenti (dipendono molto e condizionano poco) e le autonome (poche relazioni). Le soglie di separazione sono le medie delle somme: la lettura è relativa, e un profilo può cambiare quando si aggiunge una relazione. Occorre quindi leggere i grandi contrasti, non le variabili vicine a una soglia.

Salvaguardie

  • Un’unica matrice per tutti i dispositivi. È stabilita prima, e indipendentemente, dell’applicazione della griglia ai sei dispositivi.
  • Nessuna valutazione modificata. Non aggiunge, non toglie né ridistribuisce alcuna funzione né alcuna variabile, e non cambia né i punteggi di funzione né il punteggio comparativo. Nessun punteggio sistemico è adottato in questa fase.
  • Un giudizio esperto tracciato. Ogni relazione è codificata con il suo meccanismo, a partire da riletture incrociate di esperti.

La lettura della matrice è proposta nel capitolo 4 (lettura sistemica del benchmark).

Domande frequenti

Quali criteri per scegliere una sedia ergonomica o dinamica?

Al di là delle regolazioni, sette domande: la sedia segue i vostri cambiamenti di postura senza imporli? Lascia che il bacino si sposti e ruoti nei tre piani? Permette di fermarsi e di restare stabili fuori dal centro? I due lati del bacino sono indipendenti? Gli appoggi variano nel tempo? La risposta della sedia è locale e proporzionata? I tessuti in appoggio sono preservati? Sono le sette funzioni della griglia SBNFA™.

Quante funzioni e variabili comprende la griglia SBNFA™?

Sette funzioni e diciannove variabili di stato: adattabilità (2 variabili), compensazioni (2), mobilità del bacino (3), equilibrio (3), sollecitazioni meccaniche (2), elaborazione dell’informazione meccanica (3) e preservazione dei tessuti (4). Ogni variabile è valutata da 0 a 4 o ND. Questa struttura resta la stessa qualunque sia la lettura adottata (adattabilità posturaleAdattabilità posturaleNel quadro di riferimento SBNFA™, l’adattabilità posturale indica la capacità funzionale di una persona di aggiustare in continuo la propria organizzazione corporea — mantenerla, modificarla, ridistribuire i propri appoggi — in funzione del compito, dell’ambiente, degli appoggi disponibili e del proprio stato funzionale del momento.Leggi la scheda completa : Adattabilità posturale, adattabilità tissutaleAdattabilità tissutaleNel quadro di riferimento SBNFA™, l’adattabilità tissutale indica la capacità funzionale dei tessuti, in particolare delle fasce, di modificare la propria configurazione meccanica per effetto delle sollecitazioni, di ridistribuire tali sollecitazioni, di recuperare dopo lo scarico e di evolvere nel tempo senza perdere durevolmente le proprie possibilità di deformazione e di scorrimento.Leggi la scheda completa : Adattabilità tissutale, dimensione sensoriale).

Che cosa significa ND nella griglia?

ND significa che l’osservazione non permette di concludere. Questo valore non viene mai convertito in 0: la variabile è esclusa dal calcolo e la copertura viene segnalata, in modo da non penalizzare mai un dispositivo per mancanza di dati né colmare una lacuna con un punteggio favorevole.

La griglia favorisce una particolare tecnologia di seduta?

No. La griglia valuta capacità offerte, non meccanismi. Precisa ad esempio che la segmentazione è un mezzo tecnico possibile, non una condizione del punteggio in PRE-1. Uno snodo sferico, una molla, una schiuma o un piano oscillante non costituiscono di per sé una funzione.

Perché tutti i criteri hanno lo stesso peso?

È una scelta convenzionale adottata per la leggibilità del punteggio. Una media semplice delle sette funzioni è una convenzione secondaria; non fonda una graduatoria generale. Altre ponderazioni sono concepibili e restano da studiare.

Le diciannove variabili sono indipendenti le une dalle altre?

No, e il quadro di riferimento non lo pretende: non misura sette dimensioni ortogonali. Le regole di delimitazione evitano il doppio conteggio al momento della valutazione; l’analisi strutturale della sezione 9 descrive, in aggiunta, come le capacità si condizionano a vicenda.

L’analisi strutturale cambia il punteggio di un dispositivo?

No. La matrice è stabilita indipendentemente dai sei dispositivi e non modifica né le valutazioni, né i punteggi di funzione, né il punteggio comparativo. Illumina la struttura del modello; nessun punteggio sistemico è adottato in questa fase.

La griglia misura un effetto sul dolore o sulla salute?

No. Valuta le capacità meccaniche offerte dall’architettura di seduta, osservate da un valutatore esperto. Gli effetti sulla perfusione, sul dolore o sulla salute richiedono prove distinte che la griglia di livello 1 non fornisce.

Riferimenti bibliografici

Il contributo e la portata di ciascuna fonte sono precisati nel capitolo 6 (bibliografia commentata). Un riferimento associato a una variabile documenta un fenomeno; non convalida la variabile.

  1. Blue Portance, 2026 (b) — Quadro di riferimento SBNFA™ — Parte II: modalità di valutazione. Documento interno, versione del 3 agosto 2026.
  2. Bernstein, 1967 — The co-ordination and regulation of movements. Pergamon Press.
  3. Vleeming et al., 2012 — The sacroiliac joint: an overview of its anatomy, function and potential clinical implications. Journal of Anatomy, 221(6), 537–567.
  4. Hasegawa & Dubousset, 2022 — Cone of economy with the chain of balance: historical perspective and proof of concept. Spine Surgery and Related Research, 6(4), 337–349.
  5. Barrey et al., 2013 — Compensatory mechanisms contributing to keep the sagittal balance of the spine. European Spine Journal, 22(Suppl. 6), S834–S841.
  6. Peterka, 2002 — Sensorimotor integration in human postural control. Journal of Neurophysiology, 88(3), 1097–1118.
  7. Boonstra, Schouten & van der Kooij, 2013 — Identification of the contribution of the ankle and hip joints to multi-segmental balance control. Journal of NeuroEngineering and Rehabilitation, 10, 23.
  8. Mergner, Maurer & Peterka, 2002 — Sensory contributions to the control of stance: a posture control model. Advances in Experimental Medicine and Biology, 508, 147–152.
  9. Landis, 1930 — Micro-injection studies of capillary blood pressure in human skin. Heart, 15, 209–228.
  10. Lengsfeld et al., 2000 — Spinal load changes during rotatory dynamic sitting. Clinical Biomechanics.
  11. Langevin, 2006 — Connective tissue: a body-wide signaling network?. Medical Hypotheses, 66(6), 1074–1077. Ipotesi di rete, senza validazione di un effetto sulla seduta.
  12. Langevin et al., 2011 — Reduced thoracolumbar fascia shear strain in human chronic low back pain. BMC Musculoskeletal Disorders, 12, 203.
  13. Schleip, Jäger & Klingler, 2012 — What is “fascia”? A review of different nomenclatures. Journal of Bodywork and Movement Therapies, 16(4), 496–502.
  14. Blue Portance, 2026 (a) — Quadro di riferimento SBNFA™ per la valutazione dei dispositivi di seduta — Parte I: quadro scientifico e metodologico. Documento interno, versione del 3 agosto 2026.
  15. Godet, 2007 — Identifier les variables clés : l’analyse structurelle, in Manuel de prospective stratégique, tome 2 : L’art et la méthode. Dunod.

Dossier SBNFA™ · Versione 1.1 · 5 ottobre 2026 · © Blue Portance.