Anatomia · lettura funzionale
Meccanotrasduzione
La meccanotrasduzione è il processo mediante il quale una cellula converte una sollecitazione meccanica, come uno stiramento, una pressione o un taglio, in segnali biochimici che modificano la sua attività.
Base scientifica
Recettori chiamati integrine collegano la matrice extracellulare allo scheletro interno della cellula. Quando la matrice si deforma, diversi relè reagiscono in parallelo: complessi di adesione, canali ionici sensibili allo stiramento, tensione del citoscheletro, collegamento con il nucleo. Essi modificano l’espressione di geni, in particolare quelli della matrice (Ingber, 2003; Chiquet et al., 2009). Le cellule rilevano anche la rigidità del loro ambiente, in particolare attraverso i fattori YAP e TAZ (Dupont et al., 2011).
Coesistono due temporalità: nel topo, lo stiramento modifica la forma dei fibroblasti in pochi minuti (Langevin et al., 2005), mentre un rimodellamento duraturo della matrice richiede da settimane a mesi.
La stessa via può sostenere un adattamento, con una matrice organizzata lungo le linee di forza, o un disadattamento, con miofibroblasti e un irrigidimento, a seconda dell’intensità, della durata, del recupero e del contesto infiammatorio. La sequenza sollecitazione meccanica, segnale cellulare, adattamento o rimodellamento, poi eventualmente fibrosi, è una sequenza possibile in certi contesti patologici, non la conseguenza automatica di una postura prolungata.
Lettura Blue Portance / SBNFA™
Lo SBNFA™ vede nella meccanotrasduzione il legame tra la posizione e la biologia dei tessuti: le sollecitazioni imposte quotidianamente partecipano a ciò che diventano le fasce. L’ipotesi secondo cui la variabilità delle sollecitazioni modifica i processi di adattamento tissutale in modo diverso da una sollecitazione ripetuta e poco variabile rientra nella lettura SBNFA™ (stato: PROPOSTA SBNFA). Lo SBNFA™ formula l’ipotesi che un’alternanza di sollecitazioni e di recupero contribuisca a preservare l’adattabilità tissutale.
Contributo all’analisi della seduta
La posizione seduta, ripetuta per ore ogni giorno, fa parte delle sollecitazioni che si inscrivono nel tempo. L’analisi osserva la loro ripetizione e la loro variabilità; non misura alcun effetto cellulare.
Da distinguere da
Meccanocezione, rilevamento di uno stimolo meccanico da parte di terminazioni nervose; viscoelasticità, risposta meccanica immediata del tessuto, senza attività cellulare; rimodellamento tissutale, possibile conseguenza duratura della meccanotrasduzione.
Termini correlati
Fonti e portata
- Ingber (2003): tensegrità, struttura cellulare e biologia dei sistemi (J Cell Sci)
- Chiquet et al. (2009): dalla meccanotrasduzione all’espressione dei geni della matrice nei fibroblasti (Biochim Biophys Acta)
- Dupont et al. (2011): ruolo di YAP/TAZ nella meccanotrasduzione (Nature)
- Langevin et al. (2005): risposta del citoscheletro dei fibroblasti allo stiramento del tessuto sottocutaneo (Am J Physiol Cell Physiol)
meccanismo cellulare consolidato in numerosi tessuti. Rende un effetto biologicamente plausibile, senza dimostrare l’efficacia di un trattamento o di un dispositivo.
Per saperne di più
- Per iniziare — Articolo: Perché il vivente ha bisogno di variabilità meccanica? (in francese)
- Per approfondire — Dossier esperto: Le fasce — capitolo 6: meccanotrasduzione, come una sollecitazione modifica il tessuto fasciale? (in francese)
