La regolazione posturale è un circuito continuo di percezione, integrazione e azione. Il cono di economia di Dubousset descrive l’organizzazione efficiente del corpo in stazione eretta; il cono di equilibrio ne è il prolungamento dinamico, con le strategie di caviglia, d’anca e del passo.
Inoltre, le posizioni naturali preservano ciò che la seduta classica può limitare: la possibilità di cambiare organizzazione, di mobilizzare separatamente i segmenti e di regolare l’equilibrio. Ma nessuna posizione è buona o cattiva per natura.
In seguito, il quadro di riferimento SBNFA™ traduce questo quadro in criteri di valutazione di una seduta. Infine, il dossier presenta ciò che l’architettura Aporia® rende possibile secondo questa valutazione, e ciò che resta da dimostrare.
Introduzione
La regolazione posturale è un processo sensorimotorio continuo, in gran parte non cosciente, che permette al corpo umano di mantenere il proprio orientamento e il proprio equilibrio nonostante le perturbazioni interne (movimenti respiratori, spostamenti dei segmenti corporei) o esterne (cambiamenti di appoggio, irregolarità del supporto). Si basa infatti su un circuito in tre fasi [1–4]:
- dapprima, la percezione: propriocezionePropriocezioneLa propriocezione è la capacità del corpo di percepire la posizione, il movimento e lo sforzo delle sue diverse parti, senza bisogno di guardarle.Leggi la scheda completa : Propriocezione, vista e sistema vestibolare;
- poi, l’integrazione: le informazioni vengono combinate dal sistema nervoso centrale;
- infine, l’azione: una risposta muscolare e articolare adeguata.
L’equilibrio non corrisponde quindi all’assenza di movimento. In effetti, in stazione eretta, il corpo effettua costantemente piccole oscillazioni controllate del centro di massaCentro di massaIl centro di massa è il punto in cui si può considerare concentrata la massa totale del corpo. Si sposta a ogni cambiamento di posizione; nel campo gravitazionale terrestre, coincide in pratica con il baricentro.Leggi la scheda completa : Centro di massa e del centro di pressione, l’oscillazione posturale. Queste oscillazioni non traducono necessariamente un difetto di stabilità: riflettono l’attività di un sistema che regola continuamente la posizione del corpo rispetto alla sua base d’appoggio [5–8].
Questa concezione dinamica si ricollega così al cono di economia proposto da Jean Dubousset: quando l’organizzazione del corpo è efficace, la stazione eretta è mantenuta con un numero limitato di correzioni e un dispendio muscolare ridotto [9, 10].
Che cosa copre questo dossier
Questo dossier esamina quindi il cono di equilibrioCono di equilibrioIl cono di equilibrio indica, nello SBNFA™, lo spazio funzionale in cui il corpo può spostare il proprio centro di massa, fermarsi, restare stabile e poi ripartire, e rispondere a una perturbazione senza perdere il controllo della propria postura.Leggi la scheda completa : Cono di equilibrio come modello dinamico della regolazione posturale. Affronta in particolare:
- dapprima, il cono di economia di Dubousset, di cui il cono di equilibrio è il prolungamento funzionale;
- poi, il ruolo della propriocezione nella percezione;
- le strategie di caviglia, d’anca e del passo;
- l’applicazione di questo quadro alle posizioni naturaliPosizioni naturaliRepertorio di posizioni e di transizioni in cui il corpo può continuare ad aggiustare il proprio equilibrio e i propri appoggi.Leggi la scheda completa : Posizioni naturali, poi alla seduta e all’architettura Aporia®.
Inoltre, ogni sezione distingue ciò che è stabilito dalla letteratura, ciò che rientra nel modello interpretativo di Blue Portance (il quadro di riferimento SBNFA™) e ciò che resta un’ipotesi da valutare, in particolare per Aporia®.
1. Il cono di economia di Dubousset
Il cono di economia è stato descritto da Jean Dubousset a partire dall’analisi della stazione eretta e dell’equilibrio globale dello scheletro assiale. Si basa in particolare sulla nozione di catena di equilibrio, che collega i piedi, le caviglie, le ginocchia, le anche, il bacino, il rachide e il cranio [9, 10].
Questa catena non è una semplice sovrapposizione di segmenti, perché ogni regione influenza le altre. Una modificazione dell’orientamento del bacino può modificare la lordosi lombare, che a sua volta può influenzare la postura toracica, poi l’aggiustamento cervicale destinato a mantenere lo sguardo orizzontale [11, 12].
In un’organizzazione economica, i segmenti si posizionano in modo da limitare i momenti di forza e le contrazioni necessarie al mantenimento della postura. Il corpo non è per questo immobile: resta animato da micromovimentiMicromovimentiSpostamenti di piccola ampiezza che possono partecipare agli aggiustamenti posturali continui e far variare gli appoggi e le sollecitazioni senza un cambiamento completo di posizione.Leggi la scheda completa : Micromovimenti, ma questi sono contenuti in una zona compatibile con un dispendio energetico limitato. Quando l’organizzazione diventa meno favorevole, il corpo può conservare l’equilibrio, ma al prezzo di un cono più ampio, di maggiori compensi e di un’attività muscolare accresciuta [9].
Cono di economia e scompenso
Per esempio, negli squilibri sagittali del rachide, il corpo cerca di mantenere la testa al di sopra del bacino e lo sguardo orizzontale. Per riuscirci, può in particolare aumentare la retroversione pelvica, flettere le ginocchia o spostare il tronco [11]. Queste strategie mantengono la stazione eretta per un certo tempo, ma non sono economicamente neutre: possono aumentare la richiesta muscolare e ridurre i margini di adattamento. Inoltre, lavori recenti propongono di utilizzare l’aumento delle dimensioni del cono di economia come indicatore di scompenso in pazienti che presentano una deformità rachidea dell’adulto [13].
Occorre quindi distinguere questo uso clinico preciso dalla sua estensione alla seduta. Il cono di economia di Dubousset riguarda infatti principalmente la stazione eretta. Il quadro di riferimento SBNFA™, invece, lo applica alla seduta solo per trasposizione funzionale, e non come validazione diretta di un determinato dispositivo [24].
2. Dal cono di economia al cono di equilibrio
Certo, il cono di economia descrive un’organizzazione efficiente. Tuttavia, la regolazione dinamica aggiunge un’altra domanda: come reagisce il corpo quando viene spostato, perturbato o messo di fronte a un compito nuovo? Questa capacità dipende tanto dall’allineamento globale quanto dalla disponibilità delle strategie motorie [5–8].
In questo dossier, il cono di equilibrio designa lo spazio funzionale nel quale il corpo può spostare il proprio centro di massa, fermarsi, restare stabile e poi ripartire, e rispondere a una perturbazione senza perdere il controllo posturaleControllo posturaleIl controllo posturale è la funzione con cui il sistema nervoso controlla la posizione del corpo nello spazio, con due obiettivi: l’orientamento dei segmenti gli uni rispetto agli altri e rispetto all’ambiente, e l’equilibrio.Leggi la scheda completa : Controllo posturale [24]. Non sostituisce il cono di economia, ma lo prolunga integrando i movimenti, le correzioni e i cambiamenti di appoggio. Non è un volume anatomico, ma un modo di collegare il modello di Dubousset ai meccanismi del controllo posturale dinamico.
Per visualizzarlo, ci si può per esempio rappresentare un volume centrato sulla base d’appoggio, all’interno del quale il centro di massa può spostarsi senza che la persona debba fare un passo. Questa rappresentazione resta tuttavia un aiuto didattico e non una misura.
| Concetto | Che cosa descrive principalmente | Variabili associate |
|---|---|---|
| Cono di economia | Organizzazione globale relativamente efficiente del corpo | Allineamento assiale, catena di equilibrio, costo muscolare |
| Base d’appoggio | Superficie di contatto disponibile per sostenere il corpo | Piedi, sedile, ginocchia, mani o altri appoggi |
| Centro di massa | Posizione teorica della massa corporea globale | Altezza, spostamento, accelerazione |
| Centro di pressione | Punto di applicazione risultante delle forze esercitate sul supporto | Forze di reazione, oscillazioni, correzioni |
| Cono di equilibrio | Capacità funzionale di spostare il corpo e di recuperare l’equilibrio | Mobilità, strategie di caviglia, d’anca e del passo |
3. Centro di massa, base d’appoggio e limiti di stabilità
In una situazione statica semplificata, l’equilibrio è favorito quando la proiezione verticale del centro di massa resta all’interno della base d’appoggio. Questa regola non basta però a descrivere le situazioni dinamiche [8, 14].
In effetti, il centro di massa possiede una velocità e un’accelerazione. Il corpo può quindi conservare il controllo anche quando la sua proiezione si avvicina al limite della base d’appoggio, a condizione che il centro di pressione e le forze muscolari permettano ancora di modificarne la traiettoria [14, 15]. Infine, quando la perturbazione supera le capacità di correzione delle articolazioni, il corpo può spostare la propria base d’appoggio facendo un passo [16].
I fattori che modificano la stabilità
| Fattore | Influenza generale sulla stabilità | Limite dell’interpretazione |
|---|---|---|
| Larghezza della base d’appoggio | Una base più ampia può offrire un maggiore margine meccanico | Non garantisce un controllo migliore se la persona non può mobilizzare i propri appoggi |
| Altezza del centro di massa | Un centro di massa più basso può ridurre alcuni momenti di squilibrio | La stabilità dipende anche dalla forza, dalla mobilità e dalla velocità del movimento |
| Velocità del centro di massa | Una velocità elevata riduce il tempo disponibile per correggere la traiettoria | Il corpo può utilizzare l’anticipazione o spostare rapidamente i propri appoggi |
| Mobilità articolare | Permette di modificare l’orientamento del corpo e le forze esercitate | Una mobilità eccessiva o mal controllata può anche aumentare l’instabilità |
| Informazioni sensoriali | Permettono di rilevare e anticipare le perturbazioni | Sono integrate con la vista e il vestibolo, e non utilizzate isolatamente |
| Capacità di fare un passo | Permette di spostare la base d’appoggio | Dipende dalla forza, dalla velocità di reazione e dall’ambiente |
4. La percezione: il ruolo della propriocezione
La propriocezione raggruppa le informazioni relative alla posizione e al movimento dei segmenti corporei. Non misura direttamente la posizione del centro di massa: il sistema nervoso combina quindi questi dati con la vista e il sistema vestibolare per stimare lo stato globale del corpo e organizzare le correzioni [2, 3].
Si basa principalmente su tre famiglie di recettori [2]:
- dapprima, i meccanocettoriMeccanocettoriI meccanocettori sono recettori sensoriali specializzati che rilevano gli stimoli meccanici (tatto, pressione, vibrazione, stiramento) e li convertono in segnali nervosi. Questo processo si chiama meccanocezione.Leggi la scheda completa : Meccanocettori muscolari: fusi neuromuscolari (lunghezza e velocità di allungamento) e organi tendinei del Golgi (tensione muscolotendinea);
- poi, i recettori articolari, sensibili alle sollecitazioni esercitate sulle capsule e ai movimenti;
- infine, i recettori cutanei, in particolare quelli della pianta dei piedi, che informano sulle pressioni e sugli spostamenti rispetto al supporto.
In effetti, queste informazioni non sono utilizzate separatamente. Così, se una fonte diventa meno affidabile, il peso attribuito alle altre può essere modificato [3, 4]. La propriocezione permette così di rilevare le perturbazioni, di anticipare le esigenze posturali (per esempio, prima di sollevare un braccio, i muscoli del tronco si contraggono per stabilizzare il bacino) e di adattare la risposta alla natura del supporto.
Propriocezione e tessuti fasciali
I tessuti fasciali e connettivali contengono terminazioni nervose e strutture meccanosensibili; diversi lavori hanno così proposto che possano contribuire alle informazioni relative alla tensione, alla deformazione e al movimento dei tessuti [20, 21]. Questo contributo non deve però essere isolato da quello dei muscoli, delle articolazioni e della pelle.
Non è dimostrato, ad oggi, che le fasceFasceLe fasce sono strutture di tessuto connettivo che avvolgono, collegano o separano determinate parti del corpo. Il « sistema fasciale » designa un insieme più ampio di tessuti connettivi considerati nella loro continuità funzionale.Leggi la scheda completa : Fasce costituiscano un organo propriocettivo autonomo, né che una rigidità fascialeRigidità fascialeLa rigidità fasciale è la resistenza di una fascia alla deformazione; si parla di irrigidimento quando aumenta. Il termine descrive una proprietà meccanica, senza precisarne la causa.Leggi la scheda completa : Rigidità fasciale ridurrebbe automaticamente la propriocezione o restringerebbe il cono di equilibrio. Così, una formulazione prudente consiste nel dire che i tessuti fasciali possono arricchire le informazioni meccanosensoriali utilizzate dal sistema posturale; il loro ruolo preciso resta da caratterizzare.
5. Le strategie di regolazione: caviglia, anca e passo
La letteratura sul controllo posturale distingue classicamente la strategia di caviglia, la strategia d’anca e la strategia del passo. Sono presentate separatamente per facilitare l’analisi, ma si combinano e si sovrappongono nelle situazioni reali [17–19].
Illustrazione: lo sciatore. In discesa, per esempio, lo sciatore regola costantemente il proprio centro di massa e la propria base d’appoggio, qui gli sci, per restare in uno spazio di stabilità. In una curva in carving, sposta il centro di massa verso l’interno della curva e fa ruotare le anche per allineare gli sci, mentre le caviglie regolano finemente la pressione sulle lamine. Su una gobba, le caviglie ammortizzano i piccoli urti, mentre le anche e il bacino intervengono per ricentrare il corpo quando lo squilibrio è più importante. Questa illustrazione non deriva tuttavia da uno studio: serve a visualizzare la coordinazione tra caviglie, anche e centro di massa.
La strategia di caviglia
È generalmente utilizzata in caso di piccole perturbazioni su una superficie solida e sufficientemente ampia: il corpo si comporta approssimativamente come un pendolo inverso che ruota attorno alle caviglie, e i muscoli della gamba modulano le forze esercitate sul supporto per spostare il centro di pressione [17, 18]. Diventa invece meno sufficiente quando il supporto è stretto o mobile, oppure quando la perturbazione è rapida e ampia.
La strategia d’anca
Interviene maggiormente quando la perturbazione è importante o rapida, oppure quando la base d’appoggio è ridotta o meno stabile. Mobilizza allora il bacino, le anche e il tronco per modificare rapidamente la posizione del centro di massa [18]. Non è una strategia « superiore »: per esempio, una strategia d’anca troppo marcata in una situazione controllabile dalle caviglie può aumentare le oscillazioni del tronco.
La strategia del passo
Quando le correzioni articolari non bastano più, il corpo può spostare la propria base d’appoggio facendo un passo [16]. Non si tratta però soltanto di un’ultima risorsa: il passo può anche essere anticipato o volontario quando lo spostamento fa parte del compito.
| Strategia | Situazione tipica | Organizzazione principale | Funzione |
|---|---|---|---|
| Strategia di caviglia | Piccola perturbazione, supporto solido e ampio | Aggiustamenti attorno alla caviglia | Controllare le oscillazioni di piccola ampiezza |
| Strategia d’anca | Perturbazione rapida, importante o supporto ridotto | Mobilizzazione coordinata del bacino, delle anche e del tronco | Modificare rapidamente la traiettoria del centro di massa |
| Strategia del passo | Spostamento importante del centro di massa | Spostamento della base d’appoggio | Ritrovare una zona di stabilità più favorevole |
| Strategie combinate | Perturbazione complessa o imprevedibile | Coordinazione caviglia–anca–passo | Adattare la risposta alla situazione |
Il ruolo del bacino
Il bacino è l’interfaccia meccanica tra gli arti inferiori e il tronco: i suoi movimenti modificano l’orientamento del tronco, la ripartizione dei carichi e la traiettoria del centro di massa. Interviene così in particolare nella strategia d’anca.
Tuttavia, sarebbe troppo semplice associare un’antiversione a uno spostamento del centro di massa in avanti e una retroversione a uno spostamento all’indietro: l’effetto dipende dalla posizione delle anche, del rachide, delle ginocchia e degli appoggi. Allo stesso modo, il dolore può ridurre l’ampiezza dei movimenti e la varietà delle strategie disponibili [22], senza permettere di concludere che il cono di equilibrio sia meccanicamente « ristretto ».
6. Posizioni naturali e cono di equilibrio
Il quadro di riferimento SBNFA™ definisce una posizione naturale come una configurazione corporea nella quale il corpo conserva una capacità di aggiustamento, di ridistribuzione dei carichi e di regolazione attiva. Non si riduce quindi a una forma geometrica stabile [24].
L’esempio degli Hadza della Tanzania
Per esempio, lo studio degli Hadza della Tanzania illustra la differenza tra riposo e immobilità: gli adulti trascorrono una parte notevole del loro riposo non deambulatorio in posizione accovacciata, postura nella quale l’attività muscolare resta superiore a quella osservata su una sedia [23].
Confrontare le posizioni
Queste posizioni possono poi essere analizzate in base alla loro influenza sull’altezza del centro di massa, sulla base d’appoggio e sulla disponibilità delle strategie motorie. L’accovacciamento avvicina il centro di massa al suolo e può aumentare la stabilità meccanica in alcune configurazioni, ma richiede una mobilità sufficiente delle caviglie, delle ginocchia e delle anche. Inoltre, la posizione in ginocchio modifica la base d’appoggio e la distribuzione delle pressioni, al prezzo di possibili sollecitazioni sulle ginocchia. Infine, la seduta a terra consente diverse configurazioni e transizioni, senza adattarsi a tutte le morfologie.
| Posizione | Centro di massa | Base d’appoggio | Possibili strategie dominanti | Limiti |
|---|---|---|---|---|
| In piedi, piedi paralleli | Relativamente alto | Delimitata dai piedi | Caviglia, poi anca e passo | Affaticamento se la postura diventa immobile |
| In piedi su un piede | Alto e più difficile da controllare | Ridotta | Caviglia e anca | Richiesta importante al controllo laterale |
| Accovacciata | Più basso | Dipende dai contatti con il suolo | Anca, tronco e appoggi degli arti inferiori | Mobilità e forza necessarie |
| In ginocchio | Da basso a intermedio | Ginocchia e piedi, a seconda della configurazione | Anca, tronco e trasferimenti di appoggio | Pressione sulle ginocchia |
| Seduta a terra | Basso | Glutei, gambe e piedi a seconda della posizione | Bacino, tronco e anche | Transizioni talvolta difficili |
| Seduta su sedia | Basso, ma appoggi imposti dal sedile | Sedile, schienale e piedi | Aggiustamenti del bacino e del tronco | Mobilità dipendente dalla progettazione del sedile |
Né buona né cattiva per natura
Così, una posizione non è buona o cattiva per natura: una sedia non ha un cono « molto stretto » per definizione. La sua influenza dipende infatti dall’inclinazione dello schienale, dalla forma della seduta, dalla libertà dei piedi, dalla regolazione e dal comportamento dell’utente. Il quadro di riferimento ricorda anche che un’analogia con le posizioni naturali non è una prova: serve a individuare le funzioni da istruire [24].
7. Come Aporia® rende possibile la regolazione posturale in posizione seduta
In posizione seduta, la base d’appoggio cambia: i piedi non sono più l’unico appoggio, le caviglie non hanno lo stesso ruolo che in stazione eretta e il sedile diventa un partner meccanico del bacino. La questione non è quindi trasporre tali e quali le strategie della stazione eretta, ma sapere che cosa la seduta permette al bacino e alle anche di fare.
Così, su una seduta classica, l’appoggio su una superficie fissa e monoblocco limita la mobilità relativa delle anche e del bacino, riduce gli aggiustamenti compensatori e mantiene le sollecitazioni sulle stesse zone [26].
Il quadro di riferimento SBNFA™ formula quindi questa domanda attraverso la sua funzione di regolazione dell’equilibrio posturaleEquilibrio posturaleL’equilibrio posturale è la capacità di mantenere o ristabilire la proiezione del centro di massa all’interno della base d’appoggio, in situazione statica come in movimento. In posizione seduta, coinvolge il tronco, il bacino e le anche.Leggi la scheda completa : Equilibrio posturale. L’equilibrazione si basa sull’azione coordinata, ma funzionalmente indipendente, delle catene anca–caviglia destra e sinistra. Una seduta la preserva quando permette alla persona di muoversi in più direzioni, di fermarsi in diversi punti del proprio perimetro di libertà, di restarvi stabile e poi di ripartire, senza richiamo sistematico verso un punto zero imposto [24].
Pone anche un limite preciso a ciò che può fare un sedile: la propriocezione non è « prodotta » dalla seduta. La questione è sapere come la seduta tratta l’informazione meccanica che il corpo le fornisce (pressioni, inclinazioni, micromovimenti): può bloccarla, assorbirla, trattarla globalmente o rispondervi localmente, in modo differenziato e proporzionato [24].
L’architettura Aporia®
L’ExoBase™ Aporia® associa così una base curva mobile a quattro pad articolati e meccanicamente indipendenti (anteriore destro, anteriore sinistro, posteriore destro, posteriore sinistro), ciascuno con la propria schiuma e il proprio rivestimento. Quando il bacino si sposta verso un lato, le zone destra e sinistra possono rispondere separatamente, e i pad conservano l’origine locale delle sollecitazioni [25]. Il quadro di riferimento descrive così uno spazio continuo di oscillazioni equilibrate fino a ±45°, nel quale la persona può passare da una posizione stabilizzata a un’altra senza dover mantenere uno squilibrio imposto dal sedile [26].
Che cosa permette di dire la valutazione
| Livello | Formulazione |
|---|---|
| Progettazione | Quattro pad indipendenti su base curva mobile, progettati per consentire variazioni relative degli appoggi |
| Capacità valutata | Il quadro di riferimento SBNFA™ attribuisce 4,00/4 alla regolazione dell’equilibrio posturale del prototipo Boréal–Aporia, contro un valore da 1,67 a 2,33 per cinque sedute dinamiche del mercato [25] |
| Effetto da testare | Variabilità posturaleVariabilità posturaleLa variabilità posturale designa le fluttuazioni della postura nel tempo. Si misura in particolare attraverso gli spostamenti del centro di pressione e non è né buona né cattiva in sé.Leggi la scheda completa : Variabilità posturale, ripartizione delle pressioni, attività muscolare, comfort e tolleranza durante un compito prolungato |
| Effetto clinico | Non dimostrato: una riduzione dei dolori non può essere affermata senza uno studio specifico |
Tuttavia, questa valutazione è esperta e non strumentale: riguarda le capacità offerte dall’architettura, non l’uso che ne fa una determinata persona, e un prototipo non commercializzato [25, 26]. Il quadro di riferimento documenta anche dei limiti: spostamenti orizzontali e rotulazione rachide–bacino limitati dalla geometria dell’insieme, ripartizione delle pressioni dipendente dalla morfologia e dalla regolazione, rigidità non regolabile separatamente su ciascun pad [25].
Sarebbe inesatto dire che la seduta « ripristina » automaticamente la coordinazione anca–caviglia. Ciò che l’architettura cerca di offrire, invece, è una mobilità relativa del bacino e delle anche, con una partecipazione variabile degli arti inferiori, all’interno della quale la persona resta all’origine dei propri aggiustamenti.
8. Conclusione
In sintesi, il cono di economia di Dubousset è un modello fondamentale dell’equilibrio globale. Il cono di equilibrio ne è il prolungamento funzionale: descrive la capacità del corpo di spostare il proprio centro di massa, di fermarsi, di restare stabile e poi di ripartire [9, 24].
Inoltre, la regolazione posturale aggiunge all’organizzazione economica una dimensione dinamica: la percezione, l’integrazione e l’azione si articolano in un circuito continuo, e le strategie di caviglia, d’anca e del passo permettono di mantenere o di recuperare l’equilibrio a seconda dell’entità della perturbazione [1–4, 17–19].
Applicato alla seduta, questo quadro porta quindi a un criterio: non « il sedile si muove? », ma « che cosa permette al bacino e alle anche di mobilizzare, differenziare, stabilizzare e adattare? ». L’architettura Aporia® è progettata per rispondere a questo criterio; tuttavia, i suoi effetti sulla propriocezione, sulla coordinazione delle anche, sulla meccanotrasduzioneMeccanotrasduzioneLa meccanotrasduzione è il processo mediante il quale una cellula converte una sollecitazione meccanica, come uno stiramento, una pressione o un taglio, in segnali biochimici che modificano la sua attività.Leggi la scheda completa : Meccanotrasduzione e sul dolore restano da valutare oggettivamente.
Domande frequenti
Che cos’è il cono di economia di Dubousset?
È un modello biomeccanico dell’equilibrio globale: quando la catena di equilibrio, dai piedi al cranio, è ben organizzata, la stazione eretta è mantenuta con poche correzioni e un dispendio muscolare limitato. Il corpo resta animato da micromovimenti, ma questi sono contenuti in una zona economica.
Il cono di equilibrio è diverso dal cono di economia?
In realtà, il cono di equilibrio prolunga il cono di economia. Designa lo spazio funzionale nel quale il corpo può spostare il proprio centro di massa, fermarsi, restare stabile e poi ripartire. Non è un volume anatomico ma un modo di collegare il modello di Dubousset al controllo posturale dinamico.
Strategie, seduta e dolori
Qual è la differenza tra strategia di caviglia, d’anca e del passo?
Innanzitutto, la strategia di caviglia corregge le piccole perturbazioni su un supporto solido e ampio. Dal canto suo, la strategia d’anca mobilizza il bacino, le anche e il tronco quando la perturbazione è importante, rapida o la base è ridotta. Infine, la strategia del passo sposta la base d’appoggio quando le correzioni articolari non bastano più. Esse si combinano peraltro nelle situazioni reali.
Una seduta può produrre propriocezione?
No. Secondo il quadro di riferimento SBNFA™, la propriocezione non è prodotta dalla seduta: la questione è sapere come la seduta tratta l’informazione meccanica che il corpo le fornisce, bloccandola, assorbendola o rispondendovi localmente.
L’effetto di Aporia® sui dolori è dimostrato?
No. In effetti, la valutazione attuale è esperta e non strumentale, e riguarda un prototipo. Descrive quindi le capacità offerte dall’architettura. Una riduzione dei dolori non può di conseguenza essere affermata senza uno studio specifico; sono programmate misurazioni con il laboratorio GIBOC nel primo semestre 2027.
Aporia® in pratica
Scopra l’architettura che rende possibile la regolazione posturale in posizione seduta.
Scopri Aporia® → (in francese)Per approfondire
- Boréal–Aporia a confronto con le sedute dinamiche: che cosa rivela la loro architettura (in francese)
Il benchmark SBNFA™ di sei dispositivi di seduta, con i risultati dettagliati. - Il modello SBNFA™
Il quadro dottrinale di Blue Portance sull’adattabilitàAdattabilitàConcetto integratore Blue Portance che designa la capacità del corpo di adattare la propria organizzazione posturale e le proprie risposte tissutali di fronte alle sollecitazioni, preservando equilibrio, mobilità e ripartizione dei carichi.Leggi la scheda completa : Adattabilità in posizione seduta. - Micromovimenti e dolori in posizione seduta
Il ruolo dei piccoli aggiustamenti del bacino in posizione seduta. - Profili rachidei ed equilibrio posturale
Perché una stessa postura non è tollerata allo stesso modo da tutti. - Ergonomia statica: una falsa buona idea?
Perché imporre una postura non basta a preservare l’adattabilità del corpo. - Fasce e tensegrità
I meccanismi tissutali evocati nella sezione sulla propriocezione.
Riferimenti bibliografici
Controllo posturale e propriocezione
- Horak, 2006 — Postural orientation and equilibrium: what do we need to know about neural control of balance to prevent falls?. Age and Ageing, 35(Suppl. 2), ii7–ii11.
- Proske & Gandevia, 2012 — The proprioceptive senses: their roles in signaling body shape, body position and movement, and muscle force. Physiological Reviews, 92(4), 1651–1697.
- Peterka, 2002 — Sensorimotor integration in human postural control. Journal of Neurophysiology, 88(3), 1097–1118.
- Horak, Nashner & Diener, 1990 — Postural strategies associated with somatosensory and vestibular loss. Experimental Brain Research, 82(1), 167–177.
- Collins & De Luca, 1993 — Open-loop and closed-loop control of posture: a random-walk analysis of center-of-pressure trajectories. Experimental Brain Research, 95(2), 308–318.
- Winter, 1995 — Human balance and posture control during standing and walking. Gait & Posture, 3(4), 193–214.
- Winter et al., 1996 — Unified theory regarding A/P and M/L balance in quiet stance. Journal of Neurophysiology, 75(6), 2334–2343.
- Hof, Gazendam & Sinke, 2005 — The condition for dynamic stability. Journal of Biomechanics, 38(1), 1–8.
Cono di economia ed equilibrio sagittale
- Hasegawa & Dubousset, 2022 — Cone of economy with the chain of balance: historical perspective and proof of concept. Spine Surgery and Related Research, 6(4), 337–349.
- Dubousset, 1997 — L’équilibre sagittal : concept de cône d’économie et chaîne de balance. Bulletin de l’Académie Nationale de Médecine.
- Barrey et al., 2013 — Compensatory mechanisms contributing to keep the sagittal balance of the spine. European Spine Journal, 22(Suppl. 6), S834–S841.
- Roussouly et al., 2005 — Classification of the normal variation in the sagittal alignment of the human lumbar spine and pelvis in the standing position. Spine, 30(3), 346–353.
- Kato et al., 2025 — Enlargement of the “cone of economy” as a biomarker of decompensation in unbalanced adult spinal deformity patients. European Spine Journal, 34(5), 1761–1770.
Stabilità dinamica e strategie di regolazione
- Hof, 2008 — The “extrapolated center of mass” concept suggests a simple control of balance in walking. Human Movement Science, 27(1), 112–125.
- Pai & Patton, 1997 — Center of mass velocity-position predictions for balance control. Journal of Biomechanics, 30(4), 347–354.
- Maki & McIlroy, 1997 — The role of limb movements in maintaining upright stance: the “change-in-support” strategy. Physical Therapy, 77(5), 488–507.
- Nashner & McCollum, 1985 — The organization of human postural movements: a formal basis and experimental synthesis. Behavioral and Brain Sciences, 8(1), 135–172.
- Horak & Nashner, 1986 — Central programming of postural movements: adaptation to altered support-surface configurations. Journal of Neurophysiology, 55(6), 1369–1381.
- Nashner, 1976 — Adapting reflexes controlling the human posture. Experimental Brain Research, 26(1), 59–72.
Fasce, dolore e posizioni naturali
- Schleip, 2003 — Fascial plasticity – a new neurobiological explanation: Part 1. Journal of Bodywork and Movement Therapies, 7(1), 11–17.
- Wilke et al., 2018 — Not merely a protective packing organ? A review of fascia and its force transmission capacity. Journal of Applied Physiology, 124(1), 234–244.
- Hodges & Tucker, 2011 — Moving differently in pain: a new theory to explain the adaptation to pain. Pain, 152(Suppl. 3), S90–S98.
- Raichlen et al., 2020 — Sitting, squatting, and the evolutionary biology of human inactivity. Proceedings of the National Academy of Sciences, 117(13), 7115–7121.
Quadro di riferimento SBNFA™
- Blue Portance, 2026 (a) — Quadro di riferimento SBNFA™ per la valutazione dei dispositivi di seduta — Parte I: quadro scientifico e metodologico. Documento interno, versione del 3 agosto 2026.
- Blue Portance, 2026 (b) — Quadro di riferimento SBNFA™ — Parte III: monografie e valutazione comparativa (V14). Documento interno, 25 agosto 2026.
- Blue Portance, 2026 (c) — Quadro di riferimento SBNFA™ — Sintesi della valutazione (V20). Documento interno, 25 agosto 2026.
