Psicologia del dolore · lettura funzionale
Modello paura-evitamento
Il modello paura-evitamento (fear avoidance) descrive le possibili relazioni tra il modo di interpretare un dolore, la paura, l’evitamento e la restrizione delle attività. È un modello esplicativo, non una diagnosi.
Base scientifica
Proposto all’inizio degli anni Ottanta (Lethem et al. 1983) e poi sviluppato da Vlaeyen e Linton (2000; 2012), il modello distingue due possibili traiettorie di fronte a un dolore. Quando è interpretato come poco minaccioso, la persona riprende progressivamente le proprie attività. Quando è interpretato come molto minaccioso, la paura, l’ipervigilanza e l’evitamento possono instaurarsi; un evitamento prolungato e generalizzato può ridurre l’attività e la partecipazione.
Evitamento legato al dolore. Evitare non è sempre dannoso. Si distinguono l’evitamento puntuale o protettivo, la modifica di un movimento, la riduzione di un’attività, l’evitamento anticipatorio e la restrizione duratura. In fase acuta o dopo una lesione, l’evitamento può essere adeguato; sono la sua rigidità, la sua generalizzazione e la sua durata che possono costituire un problema.
Evitamento prolungato, riduzione dell’attività e decondizionamento. Una riduzione duratura dell’attività può contribuire a un decondizionamento fisico, ma questo ha altri determinanti: il dolore stesso, l’attività precedente, una malattia, il sonno, l’ambiente. La catena paura, evitamento, decondizionamento, cronicità non è né universale né obbligatoria.
I dati prognostici sono eterogenei: a seconda della popolazione, del tipo di dolore e della sua durata, la paura-evitamento predice più o meno bene l’evoluzione (Pincus et al. 2006; Leeuw et al. 2007).
Catastrofizzazione del dolore. Indica una tendenza ad adottare un’interpretazione negativa, ripetitiva e amplificata di fronte a un dolore reale o anticipato, che comprende la ruminazione, l’amplificazione della minaccia percepita e il senso di impotenza (Quartana et al. 2009); la versione francese della scala che la misura si intitola « Échelle de dramatisation face à la douleur ». Nel modello, è un possibile antecedente dell’evitamento, non una tappa obbligatoria; anche il suo valore prognostico è variabile (Wertli et al. 2014). Non costituisce né una causa unica del dolore né una messa in discussione della sua realtà.
Lettura Blue Portance / SBNFA™
Nella lettura SBNFA™, il modello chiarisce il modo in cui una paura o una strategia di evitamento può ridurre le possibilità d’azione effettivamente accessibili, senza farne la causa del dolore. Il problema non è l’esistenza di una strategia protettiva, ma la sua rigidità, la sua generalizzazione, la sua durata e le sue conseguenze sulle possibilità d’azione.
Contributo all’analisi della seduta
L’analisi della seduta non misura né la paura né l’evitamento. Descrive le possibilità di variazione e di aggiustamento offerte dalla posizione seduta; il modo in cui una persona le esplora dipende anche dalla sua storia, dai suoi sintomi e dal suo contesto.
Da distinguere da
Chinesiofobia, paura specifica del movimento, una possibile componente del modello; Algofobia, paura intensa del dolore; Evitamento puntuale o protettivo, spesso adeguato; Decondizionamento, possibile conseguenza, dai determinanti multipli; Catastrofizzazione del dolore, una possibile componente dell’interpretazione minacciosa; Sensibilizzazione centrale, meccanismo neurofisiologico; Dolore cronico, dolore che persiste oltre i tre mesi.
Termini correlati
Algofobia · Compensazione posturale · Deprogrammazione neurosensoriale · Dolore cronico · Dolore nociplastico · Chinesiofobia · Potenziale di adattabilità · Riprogrammazione neurosensoriale · Sensibilizzazione centrale
Fonti e portata
- Lethem et al. (1983): abbozzo di un modello paura-evitamento della percezione del dolore (Behaviour Research and Therapy)
- Vlaeyen e Linton (2000): la paura-evitamento e le sue conseguenze nel dolore muscoloscheletrico cronico (Pain)
- Vlaeyen e Linton (2012): il modello paura-evitamento del dolore muscoloscheletrico cronico, dodici anni dopo (Pain)
- Leeuw et al. (2007): il modello paura-evitamento del dolore muscoloscheletrico, stato delle prove (Journal of Behavioral Medicine)
- Pincus et al. (2006): paura-evitamento e prognosi della lombalgia, revisione sistematica (Arthritis and Rheumatism)
- Wertli et al. (2014): la catastrofizzazione come fattore prognostico nella lombalgia, revisione sistematica (The Spine Journal)
- Quartana, Campbell e Edwards (2009): la catastrofizzazione del dolore, revisione critica (Expert Review of Neurotherapeutics)
Modello scientifico consolidato e discusso, non una diagnosi. La catena paura, evitamento, decondizionamento, cronicità non è automatica; l’evitamento non è sempre dannoso; il decondizionamento non deriva soltanto dall’evitamento; il dolore cronico non è « dovuto alla paura ». La catastrofizzazione del dolore non mette mai in discussione la realtà del dolore.
Per saperne di più
- Per iniziare — Articolo: Il dolore cronico decifrato: comprendere i meccanismi per poter finalmente agire (Parte 2) (in francese)
- Per approfondire — Dossier esperto: Dossier esperto Comprendere il dolore — Deprogrammazione neurosensoriale (in francese)
