Fisiologia muscolare · lettura funzionale

Ipertonia

L’ipertonia indica un aumento del tono muscolare o della resistenza al movimento passivo. Questo termine non descrive una causa unica: a seconda del contesto, può derivare da un disturbo neurologico, da un’attività muscolare aumentata, da una difficoltà di rilasciamento, da una rigidità dei tessuti o da una strategia di protezione legata al dolore.

Base scientifica

Il tono muscolare è lo stato di tensione di base di un muscolo a riposo. Associa una componente attiva, legata all’attività delle fibre muscolari, e una componente passiva, legata alle proprietà viscoelastiche del muscolo e dei tessuti connettivi (Masi e Hannon 2008).

Ipertonia neurologica. In neurologia, il termine ha un significato preciso: ipertonia spastica, che aumenta con la velocità dello stiramento, rigidità o distonia, nel quadro di una lesione del sistema nervoso centrale (Sanger et al. 2003). Si distingue nettamente dalle comuni tensioni muscolari.

Ipertonia muscolare funzionale. Al di fuori di questo quadro, la parola comprende fenomeni distinti: attività muscolare aumentata a riposo o durante un compito, co-contrazione, difficoltà a rilasciare, contrazione protettiva. Una resistenza al movimento può anche derivare dalla rigidità passiva dei tessuti, dal dolore o dall’apprensione, senza attività muscolare eccessiva.

Ipertonia del perineo: perineo ipertonico. Per il pavimento pelvico, la terminologia dell’International Continence Society distingue le componenti contrattile e viscoelastica del tono e descrive un pavimento pelvico «iperattivo»: i suoi muscoli non si rilasciano, o si rilasciano male, quando il rilasciamento è necessario (Messelink et al. 2005; Frawley et al. 2021). Un perineo ipertonico può essere associato a difficoltà urinarie, digestive o sessuali, o a dolori pelvici, senza che questa associazione basti a stabilire una causa unica.

Ipertonia cosiddetta miofasciale. L’espressione è impiegata per associare tensione muscolare, rigidità, dolore e tessuti connettivi vicini. È un quadro descrittivo, non una diagnosi. La palpazione non permette sempre di distinguere attività muscolare, rigidità dei tessuti e dolore provocato; i criteri dei punti trigger e della sindrome miofasciale variano a seconda degli studi, e il loro valore diagnostico resta discusso (Quintner et al. 2015).

Lettura Blue Portance / SBNFA™

Nella lettura SBNFA™, un’ipertonia può tradurre una difficoltà di rilasciamento o una strategia di stabilizzazione in un determinato contesto. Non permette, da sola, di concludere per una lesione, per una causa fasciale o per la necessità di correggere una postura. Una tensione osservata è un indizio, non una spiegazione sufficiente.

Contributo all’analisi della seduta

L’analisi della seduta non misura il tono muscolare. Descrive le condizioni in cui una persona è seduta: orientamento del bacino, distribuzione degli appoggi, possibilità di microaggiustamenti. Una seduta che lascia poche possibilità di variazione può accompagnarsi a un mantenimento muscolare prolungato; questa osservazione resta un’ipotesi di lettura, che non sostituisce una valutazione clinica.

Da distinguere da

Iperattività muscolare, attività eccessiva dei muscoli, che è solo una delle componenti possibili; Rigidità passiva, resistenza legata alle proprietà dei tessuti, senza contrazione; Contrattura, contrazione involontaria, duratura e localizzata; Spasticità, forma neurologica dell’ipertonia; Sindrome miofasciale, dolore muscolare localizzato associato a zone sensibili; Punto trigger, zona sensibile di un muscolo, presentata in questa scheda senza scheda propria; Rigidità fasciale, proprietà meccanica della fascia; Dolore, che può esistere senza ipertonia misurabile, e viceversa; Asimmetria funzionale, differenza destra-sinistra di organizzazione.

Termini correlati

Compensazione posturale · Continuità miofasciale · Perineo · Pavimento pelvico · Rigidità fasciale · Sensibilizzazione centrale · Sindrome miofasciale · Viscoelasticità fasciale · Asimmetria funzionale

Fonti e portata

Termine clinico consolidato in neurologia; al di fuori di questo quadro, nozione descrittiva non standardizzata come entità diagnostica. L’ipertonia non spiega da sola un dolore, un punto trigger non è una causa dimostrata, una tensione non viene trasmessa automaticamente a distanza, e rilasciare una zona non tratta la causa di un dolore. Una zona tesa o resistente alla palpazione non permette, da sola, di concludere per un’iperattività muscolare né di identificare la causa di un dolore.

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